Su un tratto ghiacciato l’aderenza tra gomme e asfalto è molto bassa, quindi qualsiasi manovra “brusca” può superare facilmente il poco grip disponibile e far perdere stabilità al veicolo. Per questo sono corrette tutte e tre.
Le accelerazioni vanno evitate perché aumentano la coppia alle ruote: soprattutto in partenza o in uscita di curva le ruote possono pattinare e l’auto può scomporsi (slittamento del posteriore o perdita di direzionalità se slittano le anteriori).
Le frenate vanno evitate perché sul ghiaccio le ruote tendono a bloccarsi o l’ABS deve intervenire molto presto, allungando parecchio lo spazio di arresto. Anche una frenata “media” può trasformarsi in perdita di controllo; la regola pratica è rallentare prima, molto gradualmente, e aumentare la distanza di sicurezza.
I movimenti del volante vanno evitati perché sterzate rapide cambiano bruscamente la direzione delle ruote e richiedono più aderenza laterale di quanta ce ne sia: l’auto può andare dritta (sottosterzo) o scivolare di lato (sovrasterzo), e poi è difficile correggere senza peggiorare lo slittamento.
In generale, sul ghiaccio la guida deve essere “morbida”: comandi delicati, velocità più bassa, marce alte per ridurre la forza alle ruote, e nessuna manovra improvvisa.