Nei centri abitati consumi molto di più quando guidi in modo “nervoso” e quando tieni il motore a regimi alti.
La risposta 1 (forti accelerazioni) è corretta perché ogni accelerazione intensa richiede molta energia in poco tempo: si inietta più carburante, spesso senza che poi tu riesca a mantenere la velocità (perché trovi subito semafori, incroci o traffico) e finisci per frenare e “buttare via” l’energia appena prodotta. Regola pratica: accelerare progressivamente e in modo uniforme riduce i picchi di consumo.
La risposta 2 (guida con elevato numero di giri del motore) è corretta perché a parità di velocità, più giri = più cicli del motore al minuto = più attriti e più carburante bruciato. In città succede quando resti troppo a lungo in marce basse o “tiri” le marce inutilmente prima di cambiare. Regola pratica: passa a una marcia più alta appena il motore lo consente senza strattonare, mantenendo un regime medio-basso.
La risposta 3 (guidare con una marcia alta) invece, in generale, non aumenta i consumi: spesso li riduce perché abbassa i giri. L’unica eccezione è se la marcia è troppo alta per la situazione e il motore “borbotta”/va sotto sforzo (regime troppo basso): lì rischi inefficienza e scarsa ripresa. Quindi marcia alta sì, ma solo se il motore gira regolare.
Per risolvere domande simili: tutto ciò che crea picchi (accelerazioni brusche) o fa girare il motore inutilmente alto aumenta i consumi; una marcia più alta è di solito favorevole, purché non mandi il motore fuori dal suo campo di funzionamento regolare.